+39 333 290 9821 studiovalle@italogestioni.it

La forma di impresa individuale di “impresa familiare” non conviene sempre!

Con essa l’imprenditore individuale rimane tale, ma utilizza il lavoro del coniuge e/o dei familiari senza fare con loro una società (anche se bisogna comunque andare dal Notaio):  la ditta individuale e la P.IVA rimangono le stesse e ciò che cambia è solamente la nuova distribuzione degli utili (che non è male in Italia vista la progressività dell’IRPEF).

Questa forma rimane ideale per minimizzare il carico fiscale e per programmare una previdenza sociale per sé e i familiari: direi che è ottima come “impresa coniugale” (due coniugi che vogliono fare impresa).

Ad esempio in una impresa con 30.000 di reddito l’imprenditore individuale paga 7500 di INPS e 7500 di tributi, mentre tra imprenditore e coniuge si paga sempre 7500 di INPS (metà a testa) e 3000 di tasse. Il vantaggio è evidente fino a quando i redditi dichiarati sono relativamente bassi e si ha una “sensibilità previdenziale” (questo è vero soprattutto tra coniugi)

Quando il reddito diventa più alto conviene invece fare una Srls.

Se il reddito è sotto 15.000 l’impresa familiare è un paradiso fiscale (NO TAX AREA per imprenditore e collaboratori familiari) ma un “disastro previdenziale” (3600 di INPS a testa): in questo caso è bene fare solo l’impresa individuale, a meno che ci sia sensibilità previdenziale alle questioni I.V.S.

Il problema è minimizzare la TOTAL CONTRIBUTION (inps + irpef + irap + addizionali… in Italia secondo il dal rapporto “Paying Taxes 2020” realizzato da Banca Mondiale e PwC è in media al 59.1%, ma per me lo è solo “in media”!), cioè il totale carico di tributi e contributi dell’impresa.

Per questo motivo suggerisco di fare business usando le società di capitali (quando si è ancora piccoli basta una “Srls”, con costi più bassi, almeno nella costituzione della stessa). Con una Srls con familiari/amici/collaboratori di fiducia,  con ruolo di soci o amministratori,  infatti, si possono ottenre migliori risultati in merito alla TOTAL CONTRIBUTION (carico totale di tributi e contributi).

In questo caso la SOLUTION è trovare i soci giusti, perché in questo caso si condivide la proprietà del tuo business! L’ideale sarebbe mantenere almeno il controllo, avendo partner fedeli, efficaci e soprattutto affidabili (leggi “duraturi nel tempo”), visto che anche i rapporti più solidi possono divenire conflittuali, specie per ragioni extra-aziendali.

La scelta della compagine sociale, delle quote ad ogni singolo socio e dell’organo amministrativo (anche in funzione del “CCII” , in pieno vigore da agosto 2020, da cui la semplice “crisi di impresa” – azienda in stato pre-fallimentare – potrebbe determinare forti responsabilità patrimoniali anche in capo ai soci delle società di capitali, rendendo di fatto vana addirittura la “responsalbilità limitata” dei soci nelle Srl, nelle Società a responsabilità limitata!),  varia da caso a caso e dipende soprattutto dalla situazione economica patrimoniale e finanziaria dei singoli partner e dai livelli – a tutto tondo – dei rapporti giuridici (professionali e non) che sussistono tra gli stessi.

Ad esempio, la “busta paga amministratore” può essere una valida alternativa della “percentuale del reddito dell’impresa familiare”: essa può essere fissa (e non è previsto un minimo contrattuale) oppure si può agganciarla – ad esempio – all’andamento del volume d’affari (più il lavoratore “socio/amministratore” lavora e più guadagna, meno la società fattura e meno guadagna) per meglio motivare e stimolare i propri partner a fare sempre di più e sempre meglio!

Qual è la tua forma giuridica di impresa ideale? Impresa individuale (familiare e non) o collettiva (Snc, Sas, Srls, Srl, SpA)?

__________________

Chiedi un nostro consulto!

Clicca qui

Lingua